
Descrizione
Questo GDB E' dedicato alla trilogia di Eragon.
La storia è ambientata prima che i cavalieri dei draghi venissero annientati, prima di leggere questo gdb ricordate che vi servirà tanta tanta fantasia :) per il resto divertitevi!!!
Se volete partecipare al blog siete liberissimi di farlo mandaeci un msg privato o scriveteci nei commenti ma ricordate di rispettare SEMPRE le regole del GDB ^^
Personaggi

Nome:
Estel
Cognome: Lyn-Annárë
Età: circa 20 anni umani
Altezza: 1.86
Capelli: Biondi
Occhi: Azzurri
Segni particolari: Mancino.
Nome Drago:Daeron
Colore: Rosso
Razza:Elfi
Colore spada: Rosso
Nome Spada:Narya (che significa fuoco)
Breve storia: Nato a Ellesmèra. Suo padre è un cavaliere dei draghi (il
suo drago è azzurro ^^)
Estel ha vissuto nella sua città fino a quando non è stato portato (all'età di
20 anni) di fronte ad un uovo, come tutti i ragazzi della sua razza, e l'uovo
di Daeron si è schiuso per lui.
E' un tipo abbastanza riservato e schivo, spesso risulta anche scontroso.
Per vedere tutta la scheda vai QUI
Nome:
Fëanor
Cognome: Galathil
Età: 20
Altezza: 1.84
Capelli: Biondi
Occhi: Grigi
Segni particolari: E ambidestro.
Nome Drago: Mìriel
Colore: Verde
Razza: Umani
Colore spada: Verde
Nome Spada: Nenar (che significa stella)
Breve storia: E nato a Teirm e quando aveva 19 anni si è trovato
davanti all'uomo di Mìriel che si è schiuso per lui. E un ragazzo
socievole, è cresciuto in mezzo alla gente e quindi non ha problemi nel parlare
con gli altri e fare amicizia. Generalmente è simpatico e fin troppo schietto
ma a volte sa essere arrogante e permaloso. E molto abile con la spada, suo
padre era un fabbricante di spade e Fëanor si divertiva ad allenarsi con le
armi create dal padre fin da quando era molto piccolo.
Per vedere tutta la scheda vai QUI

Nome:
Coabaen
Cognome:
Ley-Barel
Età: 20
Altezza: 1.78
Capelli: neri
Occhi: azzurri
Segni particolari:
cicatrice sulla spalla destra;
Nome Drago:
Sunyal
Colore: Viola
Razza: Elfi
Colore spada: Viola
Nome Spada:
Pawanee (ovvero stella che danza col sole)
Breve storia:
Coabaen è una ragazza orgogliosa, riflessiva e
curiosa, per questo si trova molto bene con il carattere contrastante di Sunya,
che invece è caparbia, spigliata e intraprendente. Spesso ha delle discussioni
con il suo drago, che non ha peli sulla lingua, in queste occasioni entrambe
vogliono avere ragione, in quanto prevale il loro lato orgoglioso per l’una, e
caparbio per l’altra; ma essendo legatissime, corrono subito ai ripari. Viene da
una famiglia altolocata; suo padre Mowhay è un Cavaliere, e la madre, Seeonee
lavorava a corte; entrambi i genitori sono orgogliosi di lei, in quanto
Cavaliere dei Draghi.
Altre informazioni sulla Storia
Altre informazioni sul GDB? Guarda qui
{ Come è iniziata la nostra avventura? }
{ Dove siamo arrivati }
Musica
LINKS
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Malandrini GDB
Sectumsempra GDB
Grafica by M&A
Regolamento
Le regole sono semplici e vanno SEMPRE rispettate
1. E' obbligatorio creare un account su Splinder con il nome del vostro
personaggio.
2. Per far si che il blog proceda è necessario postare almeno una volta ogni
10
giorni, non siamo così fiscali se avete dei problemi ditecelo, ci metteremo
d'accordo però dovete comunicarcelo per tempo. I personaggi che rimarranno
inattivi per troppo tempo verranno CANCELLATI
3. I personaggi gestiti dagli altri NON possono essere mossi senza il loro
consenso!
4. Si possono fare post a più mani basta mettersi d'accordo l'importante è
precisare sempre chi ha scritto quel post alla fine (vanno messi tutti i nomi di
quelli che hanno partecipato alla stesura del post)
5. Per mettersi d'accordo sullo svolgimento della storia o per risolvere i
problemi utilizzate sempre il forum
6.Sono vietate scene troppo violente o che riguardino attività sessuali nei
post.
7. Per farci capire che avete letto le regole quando ci mandate una mail alla
domanda "Qual'è il cibo preferito di Saphira" Dovrete rispondere "i cerbiatti
selvatici"XD
8. Abbiamo deciso di non seguire la trama dei libri e di ambientare questo GDB
nel passato cioè quando i Cavalieri dei Draghi esistevano, se non in gran
numero, in numero considerevole ^^ Questo GDB non è legato strettamente ai libri
anche se, ovviamente, ne prende spunto. Potrete quindi lasciar vagare molto la
vostra fantasia senza però esagerare!
9.Se scegliete di muovere un cavaliere scegliete per il vostro drago un colore,
se è possibile, DIVERSO da quelli già scelti
10.Ricordate sempre che i vostri personaggi NON possono essere perfetti! Non
vogliamo personaggi intelligenti, belli, forti, spiritosi e privi di difetti,
rovinerebbero completamente la storia! Cercate di essere realisti, avete mai
incontrato una persona del genere in vita vostra? (se la risposta è si,
presentatela anche a noi!!!)
11.tutti possono muovere dei "personaggi secondari" che potranno arricchire la
storia. Ma muoveteli con cautela!! Non potete fargli fare cose assurde né farli
girare solo intorno al vostro personaggio
Per saperne di più sulle regole o solo per avere le idee più chiare guarda QUI
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ERAGON GDB
Per saperne di più vai QUI
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*Immagini e Brushes sono copyright dei rispettivi autori
*grafica by DjSMuZandBeppesangel
*Splinder per l'hosting
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Ecco una lista (con foto) dei personaggi troverete anche i personaggi non giocanti, quelli che non vengono mossi ma che partecipano al GDB!!!
MAESTRI:
Oromis
Brom
Amroth
Gildor
Ánië
ALTRI:
Feanor
Lothiriel
Estel
Morwen
Galbatorix
Morzan
Lessien
Evyan
Kieran
Eleanor
Anglan
Novità
22 Dicembre: Film di Eragon
Link US
Estel si rigirò più volte assonnato aprendo poi lentamente gli occhi, vide Daeron muoversi sgraziatamente poco lontano da lui e gli rivolse un caldo sorriso
( Buongiorno cucciolo ) lo salutò lui allungando il muso rosso verso il cavaliere
( buongiorno anche a te ) rispose Estel alzandosi dal letto e precipitandosi a lavarsi e cambiarsi.
Daeron sembrava davvero molto affamato, così Estel lo lasciò libero di andare a caccia e si allontanò per andare a fare colazione.
Quel giorno il tempo era ottimo, il cielo ra limpido e sereno e non sembrava esserci neanche una nuovola all'orizzonte, Estel si lasciò sfuggire un sorriso mentre osservava il panorama.
I passi dell'elfo lo condussero lentamente nella sala, si guardò attorno senza curiosità e vide Feanor appartato ad un tavolo, afferrò una mela si avvicinò a lui mordicchiandola appena
"Ben svegliato" lo salutò l'umano notandolo
Estel si mise seduto accanto all'amico mangiando la sua mela mentre anche Feanor faceva colazione " Si avvicina il giorno " borbottò smettendo per un attimo di mangiare la mela
"già, quel maledetto esame, secondo te sarà veramente duro come dicono ?"
Estel scrollò il capo facendo muovere appena i capelli biondi "Spero di no, non voglio fallire, non possiamo permettercelo"
I due rimasero in silenzio per un pò finendo la loro colazione senza alcuna fretta per poi recarsi alla prima lezione del giorno, con Anie.
Una volta arrivati a destinazione videro che Coaben avrebbe svolto quella lezione assieme a loro, la ragazza era infatti già posizionata nella stanza e stava parlando assieme ad Anie.
I due ragazzi salutarono e presero poi posizione, Estel si mise seduto accanto a Coaben e le rivolse un sorriso prima di tornare a concentrarsi sulla lezione.
Le rune che Anie gli intrudusse quel giorno erano, per Estel, molto facili, si permise addirittura di distrarsi, di tanto in tanto, per pensare all'esame che li attendeva tra soli due giorni, un esame che sarebbe risultato fondamentale per tutti gli apprendisti che vivevano lì.
Se Estel voleva diventare un buon cavaliere doveva superarlo a tutti i costi, doveva riuscire a dimostrare che in tutto questo tempo si era impegnato ed aveva sempre dato il massimo e questa sembrava proprio la giusta occasione per farlo.
Terminata la lezione Anie si prese un pò di tempo per illusrtarli alcuni particolari della prova di antiche rune che avrebbero dovuto svolgere all'esame
"non preoccupatevene troppo" disse l'elfa "Non sarà una prova difficilissima, dovete solo usare le parole che abbiamo studiato a lezione, non ci sarà niente di nuovo"
Estel vide Feanor sbuffare ed immaginò il perché, per rune che Anie gli aveva fatto studiare non erano certo poche e sicuramente per Feanor non era facile ricordarle perfettamente tutte.
"Sono sicura che ce la farete tutti quindi rimanete calmi e date il meglio di voi"
I tre si allontanarono dopo la lezione e si diressero verso la sala da pranzo, chiacchierarono un pò discutendo dell'esame, tutti e tre sembravano molto spaventati ma anche molto eccitati all'idea di fare un esame che mettesse alla prova le loro capacità.
Il tempo passò più il fretta di quanto Estel pensasse, i tre si trovavano sempre più spesso a lezione e iniziarono a familiarizzare un pò, le lezioni erano stancati ma in tre sembravano quasi più leggere. Il vero problema era che lo scorrere del tempo li aveva portati inesorabilmente al giorno tanto temuto.
"Domani" borbottò Feanor giocherellando con un ramoscello
"Già" Estel si appoggiò ad un grosso albero e lanciò un'occhiata a Feanor e Coaben, sembravano tutti e due abbastanza tranquilli, eppure domani li aspettava un esame decisamente difficile. Come se la sarebbero cavate loro tre?
"Sono sicuro che ce la faremo" disse Estel osservando i due "infondo siamo preparati no? dovrebbe succedere qualcosa di terribile per farci andare male questo esame e poi anche se non passiamo non ci manderanno via"
"Consolante" rispose Feanor scuotendo il capo
"Dovrebbe esserci una prova per ogni materia giusto?" disse Estel ignorando l'ultimo commento di Feanor e puntando con lo sguardo Coaben, la ragazza annuì appena.
"Questo significa che dovremo impegnarci molto per passare con un buon voto a qualsiasi prova Oromis abbia osato inventarsi" borbottò Feanor scuotendo il capo
"Già" rispose Estel gettando via il ramoscello e lasciandolo ricadere per terra "Sembra che non sarà una cosa facile ma dobbiamo farcela."
Confessato da... Esteel
...alle 13:53
commenti (2)
Coabaen era sdraiata sul letto, leggeva una pergamena di rune antiche, e intanto pensava, finalmente era di nuovo circondata da altre persone, le piaceva moltissimo stare in compagnia degli elfi, soprattutto dopo l’incidente, ma anche se non voleva ammetterlo, nella Dù Weldenvarden sentiva la mancanza della solarità e della compagnia degli umani. Per questo, anche se all’inizio era rimasta un po’ sorpresa di compiere i suoi studi con un umano, era rimasta colpita dal sorriso di Feanor. In quel momento nella sua mente sentì la voce gioiosa di Sunya, Ciao Coabaen! Sono contenta che finalmente hai capito quello che cercavo di dirti da tanto tempo, fin dall’incidente. La giovane arrossì lievemente, sapeva che Sunya le avrebbe rinfacciato per sempre il suo comportamento, ma sapeva anche che aveva ragione, perché lei aveva giudicato tutti senza possibilità di appello, quando invece doveva prendersela solo con il responsabile di quello che lei definiva “l’incidente”.
Con un sorriso amaro sul volto la sua mente tornò a quasi un anno prima: “ aveva battuto un’altra volta Baltor, il cavaliere che si allenava con lei con la spada, che come al solito dopo un loro combattimento era scuro in volto; qualche giorno dopo mentre camminava nel bosco nei pressi di Ilirea, una figura la seguiva in lontananza, ma lei non si era ancora accorta della sua presenza, fin quando non si fece più vicina, e distrattamente calpestò un ramoscello secco, facendola riprendere dai suoi pensieri, si voltò di scatto colta da uno strano presentimento, quando sentì una fitta atroce alla spalla destra, ma fece in tempo a vedere la faccia ghignante di Baltor, che troneggiava sopra di lei, e poi si allontanava a passo sicuro, mentre lei cadeva a terra priva di sensi. Quando si risvegliò era in una sala circolare, tutta bianca, e con una benda avvolta attorno alla spalla e ad un pezzo di braccio, sentiva una fitta acuta all’altezza della spalla, che non poteva muovere se non con grande sforzo e dolore, penò con odio al volto dell’umano, non poteva credere che una persona fosse in grado di distruggere così crudelmente i sogni di un’altra persona. Chiamò Sunya, Ciao, sai dove mi trovo?, sentì una nota di apprensione mista a un pizzico di gioia nella mente del suo drago, Finalmente ti sei svegliata piccola mia; sei dove ti possono guarire; ho guardato nei tuoi pensieri, so che non avrei dovuto ma dovevo sapere chi ti ha fatto questo, e la risposta era alquanto scontata. Rimani lì, cercherò di raggiungerti il prima possibile, Non fare niente di stupido Sunya, la rimbeccò Coabaen. Dopo quelle ore passate da sola, nel suo letto in infermeria, che aveva passato pensando a quanto odiasse Baltor per quello che aveva fatto, e a nutrire un certo rancore verso gli umani, finalmente arrivò il suo Maestro, che le comunicò che la aspettavano nella sala del consiglio. Dopo quello che le era sembrato un’eternità, finalmente erano arrivati ad una conclusione, l’allontanamento di Baltor e del suo drago da Ilirea, e in più frantumare la spada del Cavaliere, così che non avrebbe potuto più nuocere con essa; Coabaen passò molti giorni chiusa nei suoi alloggi, pensando e ripensando all’accaduto, e maturando sempre più l’idea che le era frullata in mente durante il Consiglio. La espose al suo maestro e a Sunya, e poi successivamente al consiglio, che approvò, un periodo di allontanamento da Ilirea anche per lei, tornare nella Dù Weldenvarden per un periodo, per poter così allontanarsi dagli umani, e ritrovare la pace con se stessa e gli altri. La sua proposta era stata accolta ed ora, dopo quasi un anno, si ritrovava di nuovo ad Ilirea.”
***
Era mattino inoltrato, quando Coabaen si recò alla lezione che avrebbe tenuto quel giorno, una che le piaceva veramente, antiche rune, anche se molti detestavano quella materia, a lei piaceva, ma sapeva che molti la odiavano perché non essendo elfi facevano più fatica a leggere e concentrarsi sulla lezione, mentre per lei era piacevole e rilassante seguire quel corso, in quel modo poteva approfondire le sue conoscenze in tutte le varie arti; più che altro lei adorava leggere, quando iniziava un manoscritto, non si staccava dalla lettura fino a quando non lo aveva finito, perché riusciva a staccarsi dal resto del mondo, e a non pensare ai suoi problemi, e perché no anche alle estenuanti lezioni e prove cui era sottoposta nel suo addestramento da Cavaliere. Con questi pensieri arrivò davanti alla porta in legno che chiudeva l’aula dove avrebbe tenuto il corso, e notò con dispiacere che nessuno dei suoi nuovi compagni era ancora arrivato alla lezione, Peccato, mi sarebbe piaciuto scambiare qualche parola con Estel e Feanor, bussò lievemente alla porta ed entrò, dentro c’era ad attenderla Anie, che con un cenno del capo, al quale la ragazza rispose con un sorriso, la salutò e le indicò di accomodarsi. Coabaen si sedette, e si perse di nuovo nei suoi pensieri, fino a quando non sentì un rumore di porta che si apriva, e fu costretta a riaprire gli occhi, notando che i due ritardatari erano finalmente arrivati, lei regalò un sorriso ad entrambi, prima di concentrarsi sulle pergamene che Anie le aveva poggiato sul tavolo. Ogni tanto staccava gli occhi dal foglio, a studiare la stanza e i suoi occupanti, aveva notato che gli occhi del’elfo scorrevano veloci sul foglio, mentre lo sguardo dell’umano era affaticato, ma soprattutto annoiato, sorrise debolmente prima di tornare a fissare il suo sguardo sul foglio.
Solo all’ora di pranzo uscirono dall’aula, per recarsi insieme agli altri nella sala da pranzo, già piena di voci e rumori, caratteristici dell’ora del pranzo. Si sedette accanto ai suoi due compagni, si servì con insalata, patate e un po’ di pane, sinceramente non le piaceva mangiare, infatti lo faceva per necessità più che per vero e proprio appetito; “ Ho notato che fai fatica a leggere i glifi dell’antica lingua, Feanor”, lui alzò lo sguardo e la guardò stupito, e lei di rimando gli sorrise dolcemente, “ Si in effetti, non mi piace particolarmente, è alquanto noioso”, poi abbassò lo sguardo e tornò a mangiare il suo pranzo; Coabaen rimase un po’ così, perplessa su cosa dire, poi pensò di non dire niente. Buon appetito cucciola mia! Cos’è ti sei dimenticata che esisto? La voce scherzosa e finto offesa di Sunya le entrò nella testa, Come potrei dimenticarmelo Sunya! Come è andata questa mattina? Molto bene grazie. Ho tenuto una interessante lezione sui vari venti che possono colpirci durante il volo. Però questo pomeriggio non dovrei avere nessuna lezione, ti va di cavalcarmi un po’? la voce del drago era così entusiasta che Coabaen non poté fare a meno di sorridere, era contenta che finalmente la sua dragonessa poteva godere di nuovo della compagnia dei suoi simili, che quasi si dimenticò che quel pomeriggio aveva lezione di magia, con Oromis, e quando glielo comunicò sentì una nota grave e delusa proveniente dalla testa del drago viola, Scusami Sunya…
***
La lezione con Oromis l’aveva sfiancata, era veramente stanca, e l’unica cosa che voleva fare era anndare nei suoi alloggi e riposare, ma ripensando alla nota dolente che le aveva lasciato quel giorno Sunya, dcise di andare a fare un volo con lei. Quando la chiamò con la mente, per comunicarle che avrebbe gradito cavalcarla un po’, sentì il drago comunicarle felice, Sono contenta Coabaen, aspettami lì, vengo a prenderti. Qualche minuto dopo le due stavano volando nel cielo notturno, illuminato dalle stelle, e discutevano sulle impressioni di quel giorno.
Quando tornarono agli alloggi, Sunya si accovacciò nel suo giaciglio, e Coaben, invece di usufruire del letto, si accoccolò accanto a lei, Buonanotte piccola mia. La dolce voce del sua drago fu l’ultima cosa che sentì, prima di assopirsi.
Feanor si rigrò su un lato, facendo ondeggiare appena i lunghi capelli biondi appoggiati sul cuscino. Miriel, il suo drago, poco distante da lui sbuffò rumorosamente
( Se non ti alzi subito giuro che ti prendo e ti lancio nel primo lago che vedo ) lo avvertì con il pensiero
Il cavaliere aprì pigramente gli occhi chiari, tirandosi a sedere sul letto e fissando truce il suo fedele drago "Ti ringrazio Miriel, buongiorno anche a te"
Lei tornò a sbuffare, facendo uscire una piccola nuvola di fumo nero dalle narici
( Hai lezione con Brom questa mattina ) gli ricordò lei ( Hai già perso la colazione e non vorrai perdere anche la lezione io immagino )
Feanor saettò in piedi rendendosi conto solo ora di quanto era effettivamente tardi "é... è tardo davvero?" borbottò sfilandosi la maglia e cercando disperatamente qualcosa da indossare
Estel aggrottò la fronte pensieroso osservando il suo pasticcio di patate, rigirò in mano le posate un paio di volte senza osare avvicinarsi al cibo posizionato ordinatamente proprio di fronte a se.
Anche Feanor, seduto accanto a lui, non sembrava avere molto appetito, si dilettava a guardarsi attorno con aria assorta per poi puntare di tanto in tanto il piatto.
Il giovane elfo si voltò quando vide una figura fare il suo ingresso nella stanza, fessurizzò gli occhi per metterla meglio a fuoco. Era una ragazza, su questo non c'erano dubbi. Aveva lunghi capelli corvini legati in una coda ordinata,i suoi lineamenti erano delicati ed i suoi occhi emanavano una luce particolare, Estel la riconobbe immediatamente come elfa.
Accanto alla strana ragazza c'era un drago che sembrava molto giovane, aveva un colore che attirava particolarmente l'attenzione, era di un viola intenso. Estel e Feanor si lanciarono un'occhiata furtiva quando videro il tavolo dove sedevano la maggior parte dei maestri farsi interessato.
"Chi sarà quella ragazza?" domandò l'elfo prima di ingoiare distrattamente un pò di pasticcio di patate
"Non lo so proprio" sbottò Feanor accennando un sorrisetto
"Ha un bel drago" commentò una ragazza seduta a pochi posti di distanza dai due ragazzi
Estel dovette ammettere che aveva ragione, il drago così come il suo cavaliere, aveva un bel portamento, il suo colore era deciso e brillante. L'elfo scoccò un'occhiata veloce all'elfa per osservarla ancora un pò.
Fu il maestro Oromis a destare il ragazzo dai suoi pensieri pregando gentilmente tutti di tornare a mangiare e di lasciare perdere la ragazza. Estel scrollò le spalle ed osservò il pasticcio di patate ancora quasi del tutto integro, non trovava niente nel cibo di così interessante da permettergli di distogliere l'attenzione dalla nuova arrivata.
I due cavalieri iniziarono a parlottare a bassa voce tendendo l'orecchio il più possibile per ascoltare il discorso che avveniva nell'altro tavolo, di tanto in tanto Estel diceva qualcosa a Feanor per commentare o per spiegargli scorci di discorso che riusciva a sentire meglio grazie al suo udito elfico.
Rimasero così per un pò, senza sapere neanche quanto. Estel era sicuro di aver visto una lacrima rigare il volto severo del maestro Oromis anche se la cosa gli sembrava veramente assurda. Anie si era appoggiata ad Amroth e sembrava sconvolta.
I due apprendisti decisero che avevano origliato anche troppo, si alzarono accantonando da una parte i piatti ancora pieni di pasticcio di patate e si avviarono assieme lasciando la stanza. Rimasero insieme per un pò, accompagnati dai loro draghi, per parlare di quello che avevano visto e sentito, non sapevano ancora come quella strana ragazza si sarebbe infiltrata nella loro vita.
****
Estel aprì svogliatamente gli occhi quando le prime luci del giorno si fecero strada nella sua stanza. Si alzò lentamente ed andò a lavarsi, anche Daeron si stava svegliando.
I due, dopo che l'elfo si fu vestito e preparato adeguatamente, scesero, il drago decise di andare a cercare qualcosa per colazione mentre l'elfo preferì fare due passi.
Il tempo trascorse velocemente ed arrivò, prima del previsto, l'ora di andare alla prima lezione del giorno. Quella mattina dovevano avere lezione con Brom così Estel si avviò alla solita radura che usavano per allenarsi con la spada, il maestro era già lì, gli fece un veloce segno con la mano per indicargli di avvicinarsi a lui e l'elfo obbedì; poco dopo li raggiunse anche Feanor.
"Tra poco ci raggiungerà Oromis" gli spiegò con voce pacata Brom "Dovrà presentarvi una persona"
Estel corrugò la fronte cercando di far suonare la sua voce il più normale possibile anche se quello che Brom gli aveva appena detto lo aveva turbato abbastanza, temeva si dovesse parlare del famoso esame che ormai turbava tutti gli apprendisti ad Ilirea "parlare?"
"Non temete" tentò di rassicurarsi Brom "Vi verrà spiegato tutto. Per questa mattina non avrete lezione né con me né con Anie quindi avrete tempo per fare ciò che vi verrà detto e fare conoscenza"
Il cuore di Estel saltò un battito al sentire le parole di Brom, che dovessero veramente fare qualcosa inserente al famoso esame? Brom gli spiegò solo che dovevano rimanere lì e che Oromis li avrebbe raggiunti entro breve, lui doveva fare qualcosa di molto importante e doveva quindi lasciarli. Il maestro salì velocemente su Saphira ed i due sparirono tra le nuvole lasciando i due apprendisti immobili e più confusi che mai. Come aveva detto Brom però, poco dopo si intravide la figura di Glaedr.
Il Drago dorato non scese però a terra l’unico drago che si adagiò al suolo era quello viola che Estel e Feanor avevano visto la sera precedente, e la ragazza che lo cavalcava era proprio l’elfa con i capelli corvini. Estel alzò di poco il mento e continuò a fissare quella strana figura rimanendo in silenzio come in attesa di spiegazioni.
“Oromis ci ha riferito che sarete i nostri nuovi compagni di addestramento, io sono Coabaen, e lei Sunya” disse la ragazza rivolta ai due
“Io sono Feanor” disse l’umano avanzando di qualche passo “E lei e Miriel”
Anche Estel si avvicinò di qualche passo all’elfa ed al suo drago “ Piacere io sono Estel” disse prima di accennare un sorriso “e lui e Daeron” con un veloce movimento del capo indicò il drago rosso alle sue spalle che rispose con un ruggito che fece tremare l’aria attorno ai tre.
Il drago viola spiccò improvvisamente il volto, i due apprendisti salirono immediatamente in sella ai loro per seguirla in volo
“Allora, quali saranno i miei nuovi maestri?” domandò la ragazza quando i due le furono accanto
Estel ora iniziava a capire, lei si sarebbe allenata con loro ora, come un tempo faceva Lothiriel.
“ Avrai diversi maestri se seguirai tutte le lezioni che seguiamo noi. Oromis, Brom, Amrotj, Anie..” cominciò Estel gesticolando appena
“Li conoscerei di volta in volta e vedrai che ti troverai bene” commentò Feanor sorridendo
“Fra poco si terrà un esame, per vedere il livello dei Cavalieri” disse Estel riportando lo sguardo attento sull’elfa “ Ma non tenere non dovrebbe essere nulla di impossibile” Estel deglutì, diceva quella frase solo per confortare la nuova arriva perché lui, per primo, non si sentiva tranquillo per niente.
I tre tornarono lentamente verso la città parlottando tra loro, la ragazza sembrava cordiale e intelligente, sicuramente sarebbe stata un’ottima compagna di allentamenti, o almeno questo era quello che Estel sperava mentre le camminava affianco.
Due figure erano ferme, al centro di uno spiazzo erboso; erano un elfo con il suo drago, il loro sguardo era fisso sul sole al tramonto, anzi solo quello del drago, l’altra aveva il volto inclinato verso terra, le mani strette a pugno, le braccia lungo i fianchi, i lunghi capelli neri le volavano attorno, mossi dal vento, ma sembrava non farci neanche caso.
Il drago appoggiò il muso sopra la spalla del suo cavaliere, poi si voltò, e a passi lenti e pesanti si incamminò verso l’inizio della foresta, si fermò solo un istante per osservare il suo cavaliere; l’elfo si voltò, i dolci lineamenti del viso e le impercettibili curve, facevano capire che era un elfo femmina; i lunghi capelli corvini, erano legati in una mezza coda, che le lasciava liberi la maggior parti di questi, svolazzandole attorno, al ritmo del lieve vento che tirava. Salì in groppa al suo drago, aggrappandosi alle squame violacee del collo; il giovane drago, anch’esso femmina, aprì le ali, pronta a librarsi nel vento, le sbatté adagio, muovendo qualche passo in avanti, fino a staccare le zampe posteriori da terra, e si alzò alta nel cielo; si dirigeva verso Ilirea, luogo di addestramento per i giovani Cavalieri, dove avrebbero incontrato i loro nuovi Maestri.
Arrivarono ad Ilirea, all’incirca all’ora di cena, entrarono nella città, e si diressero verso l’edificio bianco; entrarono, e dalla sala principale si sentivano distintamente il vocio dei presenti, e il rumore delle posate contro i piatti. Le due giovani, si diressero proprio verso quella sala, le grandi porte, costruite per fare passare i draghi, erano aperte e la luce filtrava fin al corridoio. Entrarono, e subito andarono verso il tavolo che ospitava i Maestri, Coabaen si sentiva osservata, e infatti molti allievi, soprattutto umani, avevano smesso di mangiare, per osservare le due nuove arrivate, Sunya, mi sento osservata. Disse con voce preoccupata la giovane, Stai tranquilla, piccola mia, penso siano stupiti di vederci, tutto qui; in fondo ce ne siamo andata un po’ di tempo fa… continua a camminare. Coabaen continuava a camminare, seguendo il consiglio del drago, e si fermò soltanto quando arrivarono in prossimità del tavolo dei Maestri; tutti ora le guardavano con curiosità, volendo scoprire cosa ci facessero lì.
Chiamò per nome uno di loro, - Oromos - , questi la fissò a lungo, i suoi occhi marroni la scrutavano, poi dopo un silenzio, che a Coabaen parve durare un’eternità, parlò,
- Coabaen, non pensavo di vederti varcare ancora questa porta-, le lanciò un sorriso affabile, e poi scrutando il resto della sala, - Non è educato fissare, ragazzi-, e a quelle parole, tutti abbassarono lo sguardo, tornando a mangiare affamati, e a parlare, anche se molti lo facevano sotto voce, per poter ascoltare la conversazione tra quel Cavaliere e il Maestro.
L’attenzione di Oromis si concentrò di nuovo sulla ragazza, che lo guardava, in attesa che proferisse parola, e finalmente lui parlò, - Allora, hai deciso di riunirti a noi? Dopo tanto tempo hai, anzi avete- disse ammiccando a Sunya, - Deciso di tornare?-, Coabaen rimase zitta, per trovare le parole giuste, e comunicare la triste notizia, quando però Oromis si avvide che lei non accennava a rispondere, continuò a parlare, - E il tuo maestro dove lo hai lasciato, cara? Non sarà rimasto ad Ellésmera spero, avevo voglia di incontrarlo- le sorrise gentilmente, con un sorriso che gli illuminava gli occhi; Coabaen sussultò, non aveva intenzione di dare quella notizia proprio ora, non si sentiva pronta, poi sentì le parole del suo drago rimbombarle nella testa, Devi dirglielo, hanno il diritto di sapere, sarò qui a sostenerti. Allora Coabaen parlò, la voce colma di dolore, - No, non l’ho lasciato nella Dù Werdenvarden…. Ecco lui è- si fermò con le lacrime agli occhi, represse un singhiozzo e continuò a parlare, gli altri maestri la stavano guardando, bramosi di scoprire che fine avesse fatto il loro amico, -lui è … morto…-; d’un tratto la tavola dei maestri si trasformò in un insieme di espressioni addolorate, singhiozzi e lacrime; Anie si portò una mano alla bocca e sussultò, appoggiandosi alla forte spalla del marito, che chiese a Coabaen, - E come… come è potuta succedere una cosa del genere?-; ecco, il momento che più temeva, quello di dover raccontare la morte del suo caro maestro, -Sono stati i Ra’zac,-, pronunciò quelle parole con rabbia, e poi continuò, - Lui, voleva difendermi, e loro lo hanno ucciso, cogliendolo alla sprovvista!-, ora il suo volto era rigato dalle lacrime, e non riusciva quasi a parlare; Sunya le appoggiò il muso sulla spalla, per darle conforto, ed entrambe si accorsero della solitaria lacrima che rigava il volto di Oromis. Gli lasciarono il tempo per riprendersi da quella notizia, e poi parlò – sono addolorato dalla morte del mio caro amico,come anche del suo drago, spero li abbiate concesso un adeguata sepoltura.-; il suo volto divenne una maschera indecifrabile, poi disse, -Sarete stanche ed affamate, dopo il viaggio, sedetevi pure a tavola con li altri ragazzi, poi vedremo dove collocarvi per la notte,
e per l’addestramento-.
***
Anie le condusse al loro alloggio; c’era un letto per Coabaen, e un giaciglio in paglia per Sunya, che vi si acciambellò sopra, godendosi la brezza fresca che spirava; Coabaen sorrise alla vista del suo drago che si preparava a dormire, poi si tolse arco e frecce dalla spalla e le poggiò sul letto, così come la spada viola, poi si accoccolò accanto al drago, chiuse gli occhi, e rimasero così tutta la notte.
Il mattino dopo si alzarono presto, e mentre Sunya andava a caccia, Coabaen seguiva il suo rituale mattutino, ovvero aveva riempito la vasca con acqua calda, ci si era immersa e si stava lavando con un sapone al latte di mandorla, poi si passò i capelli, dopo esserseli accuratamente pettinati, con un olio che li rendeva lucidi e li lasciava puliti.
Dopodichè si vestì, con un corpetto in pelle, una camicia bianca e dei comodi pantaloni neri, sempre in pelle che le arrivavano al ginocchio; prese un cordino in cuoio e si tirò indietro i capelli, legandoseli in una mezza coda.
Quando arrivò Sunya dalla sua caccia, le due si salutarono calorosamente, Buongiorno piccola mia, riposato bene? Si grazie! E tu hai fatto una buona caccia? Le chiese cordialmente Coabaen, e Sunya le rispose con entusiasmo, Veramente ottima! Ci sono in giro tanti di quelli esemplari di giovani cervi, che non sapevo quale scegliere! Coabaen sorrise.
Quando uscirono dall’alloggio, videro arrivare verso di loro il drago dorato di Oromis, Glaedr, con lui in groppa; entrambe sentirono la voce potente di Glaedr rimbombare nelle loro teste, Seguiteci,abbiamo trovato i vostri nuovi maestri; a quelle parole Coabaen saltò sul dorso di Sunya, che spiccò il volo, seguendo il grande e maestoso drago. Dopo qualche minuto, arrivarono in una radura, dove erano in attesa due giovani coi loro draghi, -Loro saranno i vostri nuovi compagni di addestramento- Oromis le guardò, - Spetterà loro dirvi chi saranno i vostri maestri, le lezioni che seguirete, e altre informazioni rilevanti- , Potete raggiungerli, noi abbiamo altro da fare, ora. Ci rivedremo presto, non vi preoccupate. Sunya iniziò a planare verso le quattro figure ferme, e quando le raggiunse disse, Un elfo e un umano, come ti sembrano? Non so, devo prima conoscerli, non credi? Sunya sorrise, e atterrò di fronte ai due ragazzi, Coabaen scese e rivolgendosi ad entrambi disse – Oromis ci ha riferito che sarete i nostri nuovi compagni di addestramento, io sono Coabaen, e lei Sunya- indicò il suo drago, l’umano le si avvicinò per porgerle la mano, -Io sono Feanor, e lei, Miriel- indicò il drago verde alle sue spalle, e fu il turno dell’elfo, - Estel, piacere, e lui Daeron – indicando il drago rosso alle loro spalle. Sunya potreste andare insieme a volare, tanto qui dobbiamo solo parlare, il drago viola spiccò il volo, seguito dagli altri due; - Allora, quali saranno i nuovi maestri?- chiese gentilmente, sedendosi su una pietra li vicino, le comunicarono i nuovi maestri, le lezioni che avrebbero seguito, e infine l’elfo le disse – Fra poco si terrà un esame, per vedere il livello dei Cavalieri- , Coabaen rimase stupita, non si sentiva pronta ad affrontare un esame, anche se se la cavava bene con la spada e le antiche rune, ancora non sapeva utilizzare bene la magia, Tranquilla piccola, lo supereremo! La voce entusiasta del drago, la riempì di sicurezza, si sarebbe messa a lavorare sulla magia nel periodo precedente agli esami. Continuarono a parlare per tutta la mattinata, e sia Coabaen che Sunya li trovavano di buona compagnia.